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Camminava da un po' la piccola Alice,
Distratta perché i suoi mille pensieri
Erano tutti concentrati sul Cappellaio,
Quel grande amore raro ma impossibile,
Che però la riempiva di gioia e speranza.
Così quando guardò il paesaggio dinanzi a sè
Non riconobbe per niente quel luogo.
Avanzava su una sorta di pavimento spaccato
Senza nessun elemento naturale attorno
Solo delle spoglie montagne in lontananza.
Continuò a camminare a lungo lì,
Fino a quando arrivò vicino a un tavolo lunghissimo.
C'era un lembo di tovaglia bianca sopra
Che sembrava quasi essersi sciolto,
Sul tavolo erano disposte teiere preziose,
Accompagnate da tazzine pregiate.
Ai bricchi con il te erano poggiati orologi sciolti,
Che sembravano sconfiggere il tempo,
Impedendogli di scorrere e così di passare.
Lei salì su una sedia per vedere dall'alto,
Prese una delle tazzine piena di tè,
Da cui pendeva un grande orologio sciolto,
E all'improvviso il tè si sollevò per poi ricadere,
Formando un archetto preciso, perfetto,
Non cadendo però lì per terra,
Rimase sospeso nell'aria, come cristallizzato,
La bambina lo guardava con aria sorpresa,
Piena di meraviglia e di mille domande.
Poi una voce triste e familiare sussurrò:
"Il tè, bambina, ha un suono segreto:
È il rumore del tempo che si scioglie
Mentre l’arte impara a sognare."
Lei riflettè un attimo, poi si domandò:
"E dove portano i sogni? Vorrei tanto saperlo..."